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L’importanza dell’alimentazione nella donna

Il Prof. Vittorio Unfer, intervenuto alla trasmissione televisiva “Le Ali della Salute”, ha parlato dell’importanza di una sana alimentazione per la donna, ricca di micronutrienti e vitamine. Una buona alimentazione è importante sempre, dall’adolescenza alla menopausa, in tutto il percorso della vita di una donna. È un argomento così tanto trattato e discusso che forse viene un po’ troppo minimizzato, senza dargli la giusta importanza.

I micronutrienti fondamentali per le donne

L’alimentazione è fondamentale sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Abbiamo per questo un’emergenza non solo nell’adolescenza ma anche negli anni successivi, che è legata a un eccesso quantitativo dell’alimentazione che porta verso l’obesità. Dall’altra parte, invece, vi è un’alterazione qualitativa degli alimenti che sono sempre più poveri di micronutrienti fondamentali nella vita degli uomini e in particolare delle donne. Basti pensare come è stato necessario andare ad arricchire alcuni alimenti con lo iodio, come il sale. Lo iodio è fondamentale per la ghiandola tiroidea e visto che ne siamo diventati carenti, nonostante viviamo su una penisola, siamo costretti ad aggiungerlo nel sale. Un altro elemento importantissimo per le donne è l’acido folico. La quantità necessaria per prevenire il 70% delle malformazioni al tubo neurale nel nascituro è di 400mcg al giorno. Oggi, quando si inizia a programmare una gravidanza, il ginecologo prescrive sempre l’acido folico proprio perché questo supplemento è in grado di prevenire una patologia importantissima e serissima che potrebbe colpire il bambino. Quando parliamo di micronutrienti dobbiamo essere consapevoli che sono importanti e che svolgono un’azione fondamentale anche a dosi molto basse, quindi possono essere considerati “terapeutici”. Dall’altra parte, però, possono avere degli effetti collaterali. Quindi quando parliamo di integratori alimentari è bene che il medico conosca la farmacocinetica, la farmacodinamica. La buona alimentazione della piramide alimentare, quindi quello che dovremmo mangiare, porta la donna ad avere un giusto equilibrio, oltre che un aspetto fisico ottimale. È inoltre provato che in età fertile, per le pazienti obese o in sovrappeso, c’è una riduzione del 25% della fertilità.

L’importanza della Vitamina D

Un altro punto da approfondire, parlando di micronutrienti, è la carenza di Vitamina D che interessa non solo l’età pediatrica e l’età menopausale, ma la popolazione di qualunque età. Il problema si presenta in particolare per gli obesi, visto che la Vitamina D si nasconde e viene presa dalle cellule grasse impedendone l’azione. La Vitamina D si forma con l’esposizione al sole. Un grave danno sta infatti derivando da moltissimi lavori che si svolgono al chiuso e dall’eccessiva paura per lo sviluppo di alcuni tumori della pelle che porta, per tutelarci, all’uso di protezioni molto alte o totali. La funzione della Vitamina D è fondamentale non solo per le ossa, ma anche per la fertilità e per evitare lo sviluppo di alcuni tumori. Per evitare una carenza di Vitamina D, durante l’esposizione al sole sarebbe quindi ottimale, oltre a una visita dal dermatologo per individuare il nostro fototipo, partire da una protezione alta per poi scendere fino a una protezione media (spf 8), che permetta di proteggerci ma ci faccia anche prendere il sole e quindi assimilare Vitamina D. Tendenzialmente, i valori ideali di Vitamina D nel sangue sono: per l’osteoporosi 30 ng/mL, per la prevenzione oncologica fino a 60 ng/mL. Nonostante ciò, dal corpo sono tollerati molto bene anche valori più alti, basti pensare che a partire da 150 ng/mL potremmo incorrere nella tossicità. Tornando al discorso più ampio sulla corretta alimentazione, possiamo affermare che la dieta non deve essere terroristica, ma dobbiamo semplicemente prendere coscienza di cosa mangiamo e di cosa possiamo mangiare. Questo perché l’obesità e il sovrappeso creano problemi seri alla salute, dalla fertilità ai tumori. Non si tratta quindi assolutamente di un discorso estetico.

Obesità e alterazione del ciclo

Obesità, alterazione del ciclo e fertilità sono in forte relazione poiché hanno in comune l’iperinsulinemia. L’organismo si difende quando si rende conto che troppo zucchero entra in circolo, producendo quell’ormone che fa sì che lo zucchero venga portato dentro le cellule epatiche e muscolari. Una cosa che abbiamo scoperto pochi anni fa è che l’ovaio non è mai insulino-resistente, quindi questo eccesso di insulina che vi giunge crea degli squilibri locali che bloccano l’ovulazione. Ecco perché la policistosi ovarica è la causa più frequente di anovulazione e, quindi, di sterilità nella donna. Obesità e iperinsulinemia sono evidentemente fattori di rischio per la fertilità, basti pensare che una diminuzione di peso del 10% può far ripartire il sistema ormonale, quindi anche l’ovulazione e la mestruazione. Alla base di questa iperinsulinemia c’è un eccesso di alimentazione e una forma di difesa. La cellula epatica, infatti, si vuole difendere da questo eccesso di insulina e quindi si ha l’insulino-resistenza, in cui le cellule diventano sorde al messaggio dell’insulina, arrivando così al diabete.

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